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Come facevamo a consumare un pasto quando non esisteva Instagram? Anche i più severi censori della mania di fotografare il cibo, ogni tanto, cedono alla tentazione di condividere le immagini del proprio pranzo online. Non rimproveriamoli troppo: è l’evoluzione di un istinto naturale, ovvero l’istinto a socializzare intorno al cibo. Solo che, in un momento storico in cui la nostra rete sociale non è più limitata dalla necessità della compresenza fisica, per utilizzare il nostro toast all’avocado come elemento di socializzazione dobbiamo condividerlo con qualche milione di sconosciuti (e un migliaio di amici). Questo ragionamento è paradossale, ma si tratta di uno scherzo solo fino a un certo punto, poiché mette in evidenza un elemento molto importante per chi si occupa di ristorazione, ovvero il fatto che la qualità del cibo non basta più, di per sé, a soddisfare tutte le esigenze del consumatore. Capire questo principio è fondamentale per tutti i brand e gli esercizi commerciali del settore che ambiscano a fidelizzare i clienti.

Esiste un intero filone di trasmissioni dedicato al problema della fidelizzazione dei clienti. Se pensate di non averne mai visto uno, vi sbagliate: stiamo pensando al franchise di “Cucine da Incubo”. Le puntate iniziano sempre con la stessa storia: un ristorante parte col piede giusto e raggiunge il successo, ma poi i clienti disertano, le spese si accumulano, la qualità crolla, il panico cresce, e a quel punto arriva Gordon Ramsey (oppure Antonino Cannavacciuolo, a seconda del paese) e rimette le cose a posto a suon di sberle e investendo i soldi degli sponsor in un colossale makeover. C’è qualche speranza, per chi si occupa di cucina, cibo e ristorazione, di fidelizzare i clienti senza essere picchiato da uno chef televisivo? Noi riteniamo di sì. La parabola che porta la novità ad attrarre i clienti e la noia a farli scappare non è scritta nella pietra: la fedeltà dei clienti può essere guadagnata e mantenere il successo di un ristorante anche molto a lungo, a patto di saperla meritare. Ecco come fidelizzare una clientela stabile, creando una base solida per costruire la crescita futura.