/ Food / Proximity marketing

Proximity marketing e cibo: due realtà che si studiano a distanza, con un po’ di diffidenza e occasionali momenti di entusiasmo. Il comparto alimentare sta scoprendo le meraviglie del marketing geolocalizzato e sperimentando con diverse tecniche promozionali, adatte a contesti diversi. C’è però una categoria che può trarre davvero benefici enormi da questa tipologia di marketing: i food truck – anche nelle loro declinazioni più modaiole. Per esempio, se un brand decide di lanciare un tour promozionale stagionale per l’introduzione sul mercato di un nuovo prodotto, abbinare a questa iniziativa l’uso dei beacon può essere la chiave per un successo senza precedenti.

Il proximity marketing è fra le tendenze più interessanti di questi ultimi anni, poiché promette di integrare due mondi che solitamente non si parlano: quello del digital & mobile marketing e quello dell’interazione dal vivo con il cliente. Non è una sorpresa, dunque, che bar, ristoranti e pub siano in prima linea nella sperimentazione di queste nuove tecnologie. Tutto è cominciato, in modo abbastanza semplice, con Foursquare. Ve lo ricordate? Adesso è molto raro che lo si usi, ma per almeno un anno, intorno al 2010, tutti erano ossessionati dal numero di check-in e dai conseguenti “badge” che venivano concessi agli utenti: viaggiatore internazionale, sportivo, gourmet. Naturalmente gli esercizi commerciali si affrettarono a mettere le proprie attività su Foursquare. Oggi gli epigoni non si contano: i check in si fanno su Facebook, Google, Yelp, Instagram e molti altri. Il marketing geolocalizzato, però, si è nel frattempo evoluto e ha integrato diverse nuove tecnologie, fra le quali i beacon, senz’altro l’innovazione più affascinante del settore.