/ Farmaceutico / Fidelizzazione

Il mercato farmaceutico non è mai stato così competitivo. Non solo i farmaci generici si contendono il primato degli acquisti con quelli dei più noti marchi, ma moltissimi presidi non strettamente medicinali – quelli che si vendono anche nella parafarmacie, per intenderci – si sovrappongono all’interno della stessa categoria. Questi prodotti espandono la propria promozione scoprendo social network, guerrilla marketing e altre tecniche che finora si sono associate assai poco al settore dei farmaci. Nel clima attuale si dà sempre maggiore importanza all’accesso a servizi e farmaci da parte di tutta la popolazione. e si pone spesso l’accento sul livello di stress a cui è sottoposto il servizio sanitario nazionale. Per questo è sempre più frequente che, per i piccoli problemi di tutti i giorni, ci si rivolga alla farmacia anziché al proprio medico. Per i brand, questo è un periodo di grandi incertezze, ma anche di opportunità. Nello specifico, si ha l’opportunità di stringere con il pubblico un rapporto diretto di fiducia, che può essere vitale per la sopravvivenza di un marchio o di un prodotto.

Quando parliamo di fidelizzazione del cliente e di marketing, difficilmente ci viene in mente il settore farmaceutico. La fidelizzazione è una cosa che riguarda i brand commerciali, da Amazon ad Apple, i brand di moda o i singoli esercenti come il piccolo negozio sotto casa o il supermercato indipendente di quartiere. Certo non la associamo ai brand di ambito sanitario e farmaceutico. Eppure tutti siamo “fedeli” a brand di questo settore. Dal rimedio per il mal di testa al collutorio, ognuno ha i propri prodotti preferiti e questo tipo di comportamenti di acquisto influenzano non poco le sorti delle aziende. Che cosa deve fare, dunque, un brand farmaceutico per fidelizzare i clienti, muovendosi in un settore fortemente regolato anche dal punto di vista della comunicazione?