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L’aumento della concorrenza nel settore finanziario rende sempre più importante la costruzione di una clientela fidelizzata e coinvolta. Il problema, tuttavia, si crea nel momento in cui bisogna pianificare delle strategie pratiche per ottenere questo risultato. In qualsiasi altro settore, la differenziazione dell’offerta avrebbe un ruolo essenziale nella definizione della competitività e quindi nella distribuzione del mercato, ma il settore finanziario funziona secondo regole proprie. Differenziare le offerte non è possibile, se non all’interno di limiti molto rigidi e certamente non con un margine sufficiente a rendere un brand nettamente migliore di un altro. Questo rende estremamente difficile spostare fasce consistenti di clientela dall’uno all’altro. Come può dunque un brand finanziario acquisire nuovi clienti e accrescere la propria presenza sul mercato? La partita, in questo caso, si gioca interamente sul terreno del servzio.

La fidelizzazione del cliente è una delle preoccupazioni principali di tutti i brand, in ogni settore, compreso quello finanziario. Quasi nessun modello di business è sostenibile senza clienti che ritornino periodicamente a rivolgersi allo stesso marchio e che magari se ne facciano anche ambasciatori, dando vita a quel “passaparola” che da sempre è un balsamo per i bilanci delle aziende. Per ottenere la tanto desiderata fidelizzazione, le aziende hanno messo in atto le più diverse strategie, cercando di invogliare e poi premiare gli acquisti ripetuti con sconti, bonus, premi speciali e offerte combinate. Fra le strategie più popolari ci sono i programmi di partnership con altri brand, che prevedono la possibilità, per i clienti affezionati, di godere di sconti e vantaggi non solo presso l’azienda che lancia il programma, ma anche verso le aziende partner.