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Che cosa fa la differenza tra un hotel, ristorante, B&B o qualsiasi altra struttura sia collegata all’industria del turismo? Il web marketing turistico! Sono molte le possibilità di utilizzare lo strumento di digital marketing turistico, ma è anche alto il livello competitivo. Guru.marketing attraverso la sua rubrica di marketing per il turismo propone sempre nuove idee per non rimanere indietro, irrinunciabile appuntamento per gli operatori del settore!

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Quali dovrebbero essere le caratteristiche di una efficace campagna di guerrilla marketing per il settore turistico? Prima di tutto la capacità di catturare le emozioni più forti che accompagnano l’idea del viaggio. Curiosità, eccitazione, gioia della scoperta o la sensazione appagante di godersi finalmente un po’ di meritato relax. L’importante è comunicare in modo unico, distinguersi dalla folla. Spesso, se parliamo di guerrilla marketing, tutto questo può essere fatto con un budget ridotto. In ambito turistico non occorre necessariamente promuovere mete esotiche o lontane. Anzi, valorizzare il turismo locale e il territorio sono senz’altro fra gli obiettivi più diffusi di molti operatori turistici, ma anche di istituzioni locali e compagnie di trasporti di ogni genere. Mentre le compagnie aeree tendono a promuovere soprattutto le destinazioni più lontane, capita infatti che quelle ferroviarie o di noleggio auto vogliano promuovere le tratte più brevi.

Il turismo è una delle industrie portanti dell’economia italiana, in continuo sviluppo e costante evoluzione, man mano che si scoprono modi nuovi di vivere i luoghi di vacanza, le città, i borghi, i tesori naturali e quelli artistici. L’industria turistica ha contribuito in modo determinante a dare forma a quella che oggi si percepisce come l’identità nazionale italiana, attraendo capitali, generando introiti e benessere, e facendo fiorire una varietà di imprese in ogni regione e città. Negli ultimi anni, l’industria turistica italiana ha anche visto un incremento di ingressi dal continente europeo: il nostro paese ha infatti sostituito nei viaggi dei nostri “vicini” altre mete più esotiche, ma considerate meno sicure, soprattutto in Asia, Nord Africa e Medio Oriente. Questo è dunque il momento giusto per lanciare o espandere imprese in questo settore, a patto di avere una obiettivi chiari. Moltissime aziende del settore hanno scelto tecniche promozionali non tradizionali per far crescere il proprio business e il marketing esperienziale è fra le più popolari in assoluto. Dinamico, creativo, spesso meno costoso di altre tecniche, ma molto più efficace: questo tipo di marketing ha conquistato gli operatori del settore a tutti i livelli. Per garantire il successo di un brand all’interno di un’industria così vivace, naturalmente, è necessario costruire una reputazione solida e un’identità ben definita, ma anche una strategia di marketing ben articolata.

In un settore come quello turistico, la creazione di una connessione emozionale con il cliente è assolutamente fondamentale. Le motivazioni personali che spingono ognuno di noi a viaggiare sono profondamente diverse e si traducono in una varietà di comportamenti e atteggiamenti che gli operatori di questa industria devono essere in grado di comprendere e intercettare. Quando questo contatto è stabilito nel modo giusto, i risultati in termini di crescita e quindi di utili possono essere stupefacenti. Spesso, quando si parla di marketing emozionale, si tende a pensare a campagne un po’ manipolatorie, che puntano a generare emozioni non sempre interamente positive. Il marketing emozionale nel settore turistico, tuttavia, ha stabilito nuovi standard, focalizzando su contenuti atti a ispirare più che a commuovere – come è facile capire quando si leggono gli innumerevoli blog di viaggio esistenti in qualsiasi lingua.

L’avvento di piattaforme di valutazione dei servizi turistici (Tripadvisor su tutte) ha imposto agli operatori del settore un cambio radicale dell’approccio al servizio del cliente. Le obiezioni più frequentemente mosse a questo sistema sono quelle relative al potenziale di abuso e impiego di recensioni non veritiere, che aprono la strada a sistemi di concorrenza sleale. Nell’impossibilità di contrastare o anche solo di verificare queste circostanze sfavorevoli, l’unica arma di difesa a disposizione di chi lavora in questo settore è una solida e costante fidelizzazione del cliente. Le variabili che intervengono nei meccanismi concorrenziali dell’industria turistica sono molteplici, dal multilinguismo ai costi: il valore aggiunto dato dalla qualità del servizio non è più un elemento prescindibile nel mercato contemporaneo.

Di realtà virtuale si parla da molti anni, ma le applicazioni pratiche di questa tecnologia sono ancora per lo più tentativi ed esperimenti. Questa tecnologia, tuttavia, non ha ancora preso il sopravvento rispetto ai media tradizionali in nessun settore. Negli ultimi anni, però, la realtà virtuale sta emergendo come trend interessante nel marketing digitale del settore turistico. Addirittura, c’è già chi è pronto a scommettere che il futuro dell’intera industria sarà caratterizzato da caschi e visori. In effetti appare evidente anche ai non addetti ai lavori che la realtà virtuale abbia caratteristiche che si adattano particolarmente bene al marketing del turismo. Gli operatori del settore hanno accolto con entusiasmo la possibilità di offrire al potenziale cliente una realtà immersiva, che permetta di sperimentare una destinazione lontana non solo in forma di foto e video, ma a 360°.

Il termine “Wanderlust” è uno dei più espressivi della lingua tedesca e non manca mai nei tanti elenchi di “parole intraducibili”. Sta a indicare quel desiderio di viaggiare per viaggiare, quell’irrequietezza che alcuni provano e che fa desiderare loro di essere sempre in movimento, alla scoperta di posti nuovi. Chi soffre di “Wanderlust” proprio non può stare fermo nello stesso luogo troppo a lungo, ha bisogno di esplorare, ha mille curiosità da soddisfare. Come marketer, quando lavoriamo con il settore turistico, dobbiamo avere grande familiarità con questa sensazione e con chi la vive come una spinta costante al viaggio. Questa premessa rende quasi naturale adottare tecniche di marketing emozionale per promuovere i servizi turistici e di viaggio. Naturalmente, chi lavora in questo settore deve scontrarsi anche con il rovescio della medaglia: viaggiare è considerata una spesa voluttuaria che, in tempi di crisi, sempre meno persone possono permettersi, il che restringe il mercato di riferimento e inasprisce la concorrenza.

Pochi ambiti professionali sono stati travolti dalla rivoluzione digitale come quello turistico, il cui volto è completamente cambiato nel corso di pochi anni. A pensarci oggi sembra che lo stato attuale delle cose sia quello più ovvio e naturale, eppure molti di noi ricordano ancora il repentino cambiamento da un’epoca in cui si andava dall’agente di viaggio per prenotare un volo aereo e un hotel. Gli operatori del settore turistico sono stati fra i primi ad adottare le nuove tecnologie per coinvolgere il pubblico, creare un senso di comunità e garantire ai clienti esperienze sempre più appaganti, piacevoli e personalizzate. Fedeli a questa tradizione, le aziende che operano nell’ambito dei trasporti e dell’ospitalità continuano a scandagliare l’orizzonte tecnologico in cerca di nuove evoluzioni da applicare alle proprie strategie di marketing. In questo modo, diventano un esempio per molte altre industrie che invece tendono a esitare più a lungo prima di abbracciare l’innovazione.

I beacon non sono esattamente una tecnologia nuovissima – Apple li ha introdotti già nel 2013 – eppure il loro utilizzo in Italia sembra non avere ancora raggiunto il suo massimo potenziale. Il loro utilizzo sta senz’altro crescendo, supportato dai dati che ne dimostrano l’efficacia in termini di ROI, ma molti retailer sembrano ancora riluttanti ad adottarli. Per i pochi che non lo sapessero, i beacon sono dispositivi Bluetooth che comunicano con gli smartphone entro un certo raggio, a patto che questi abbiano installato il software necessario. I beacon hanno permesso lo sviluppo di quello che oggi conosciamo come “proximity marketing”. Naturalmente, come tutti gli strumenti, non sono una panacea che risolve di per sé tutti i problemi di un retailer, ma possono aumentare considerevolmente le vendite, a patto di essere usati nel modo giusto e di essere inseriti all’interno di una strategia di marketing coerente e ben strutturata. Oggi esamineremo insieme i vantaggi di questa tecnologia nel settore turistico.

Il turismo, in Italia, è un’industria in costante crescita. A nostro favore ha giocato la situazione internazionale, che ha fatto percepire come meno attraenti mete tradizionalmente più economiche e molto amate dai turisti, soprattutto nord-europei. L’Italia è diventata dunque un’alternativa a paesi come Egitto, Marocco o Giordania e ha visto un incremento considerevole di turismo estivo che negli anni scorsi si dirigeva verso questi paesi. Avendo vinto sul terreno della concorrenza esterna, dunque, si apre un nuovo campo di confronto interno al paese, che richiede considerevoli sforzi di marketing da parte di hotel, compagnie ferroviarie e aeree, ristoranti, spa, B&B, impianti sportivi, stabilimenti balneari, stazioni sciistiche e molte altre strutture. Per farsi notare, è necessario essere unici. Per questo un numero crescente di operatori del settore si adoperano per mettere in atto pratiche di marketing non convenzionale. Ecco qualche consiglio da mettere in pratica per distinguersi dalla concorrenza.

Il guerrilla marketing, soprattutto nell'ambito turistico, è uno di quegli strumenti che entusiasmano sempre i creativi, ma poi si rivelano assai più difficili da gestire del previsto. Quando si organizza una campagna di guerrilla marketing, infatti, bisogna ricordarsi che si sta cercando di “entrare” nella quotidianità del pubblico, per ottenere l’attenzione dei potenziali clienti, in momenti in cui non necessariamente sono predisposti a concederla. Per questo motivo l’equilibrio è essenziale: basta poco per far percepire la campagna come intrusiva o esagerata. Per fortuna degli operatori del settore, l’industria turistica offre una varietà di spunti per creare ottime campagne guerrilla che risultino sempre “nel posto giusto al momento giusto”. Il bello di lavorare all’interno di un settore come quello del turismo è che si può fare appello a sensazioni interamente positive, prospettando esperienze che generano meraviglia, che coinvolgono e che sono oggetto dei desideri e delle aspirazioni del pubblico, durante i mesi trascorsi a lavorare.