/ Turistico / Marketing emozionale

In un settore come quello turistico, la creazione di una connessione emozionale con il cliente è assolutamente fondamentale. Le motivazioni personali che spingono ognuno di noi a viaggiare sono profondamente diverse e si traducono in una varietà di comportamenti e atteggiamenti che gli operatori di questa industria devono essere in grado di comprendere e intercettare. Quando questo contatto è stabilito nel modo giusto, i risultati in termini di crescita e quindi di utili possono essere stupefacenti. Spesso, quando si parla di marketing emozionale, si tende a pensare a campagne un po’ manipolatorie, che puntano a generare emozioni non sempre interamente positive. Il marketing emozionale nel settore turistico, tuttavia, ha stabilito nuovi standard, focalizzando su contenuti atti a ispirare più che a commuovere – come è facile capire quando si leggono gli innumerevoli blog di viaggio esistenti in qualsiasi lingua.

Il termine “Wanderlust” è uno dei più espressivi della lingua tedesca e non manca mai nei tanti elenchi di “parole intraducibili”. Sta a indicare quel desiderio di viaggiare per viaggiare, quell’irrequietezza che alcuni provano e che fa desiderare loro di essere sempre in movimento, alla scoperta di posti nuovi. Chi soffre di “Wanderlust” proprio non può stare fermo nello stesso luogo troppo a lungo, ha bisogno di esplorare, ha mille curiosità da soddisfare. Come marketer, quando lavoriamo con il settore turistico, dobbiamo avere grande familiarità con questa sensazione e con chi la vive come una spinta costante al viaggio. Questa premessa rende quasi naturale adottare tecniche di marketing emozionale per promuovere i servizi turistici e di viaggio. Naturalmente, chi lavora in questo settore deve scontrarsi anche con il rovescio della medaglia: viaggiare è considerata una spesa voluttuaria che, in tempi di crisi, sempre meno persone possono permettersi, il che restringe il mercato di riferimento e inasprisce la concorrenza.