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Food Marketing:3 esempi di campagne digitali applicate al mercato alimentare

Il cibo ha smesso di essere un’esperienza analogica. Questa può sembrare un’osservazione azzardata, ma basta soffermarsi a riflettere un momento sulle nostre abitudini riguardo alla cucina e all’alimentazione per accorgersi della sua veridicità. I libri di ricette raccolgono polvere sugli scaffali, mentre cerchiamo ispirazione su siti, blog e social ogni volta che dobbiamo preparare una pietanza. Sempre più giovani imparano a cucinare e ad apprezzare il cibo non in casa e in famiglia, grazie al food marketing che fa apparire molteplici campagne su piattaforme digitali  Ne consegue che chi opera professionalmente in questo settore debba promuovere i propri prodotti e servizi soprattutto sui media digitali. I brand del settore alimentare lo sanno e si sono lanciati all’assalto del marketing digitale, esplorando le molte possibilità delle nuove tecnologie, dai chatbot all’intelligenza artificiale, dalla realtà virtuale all’universo social. Lo scopo, come sempre, è sfruttare la targettizzazione estremamente precisa offerta da questi mezzi, allo scopo di raggiungere ogni consumatore con contenuti altamente personalizzati, rilevanti, coinvolgenti e “appetibili”. Quali sono i contenuti digitali più efficaci in questo settore? Ecco alcune tendenze da tenere d’occhio.


    Content marketing per il settore alimentare

    Più che in qualunque altro contesto, la qualità del marketing nel settore alimentare è determinante. E non stiamo parlando solo di blog con informazioni utili e foto di altissima qualità (senz’altro importanti), ma di contenuti che diano al consumatore il pieno controllo sulle proprie decisioni d’acquisto. Raccontare la storia dietro a un prodotto permette al consumatore di scegliere solo quei brand che, oltre a garantire la qualità, si allineano ai suoi valori, soprattutto sui temi legati all’etica di produzione, alla salute e alla sostenibilità. In ambito alimentare, i contenuti di maggior successo sono quelli che educano, che permettono all’utente di acquisire competenze e quindi di migliorare la propria capacità di procurarsi e preparare alimenti di suo gradimento. Si va dai vlog di ricette ai post che spiegano le proprietà sconosciute di alimenti comuni, a quelli che forniscono consigli utili su come nutrirsi bene risparmiando. Ci sono poi, ovviamente, tutte le sottocategorie applicabili al mondo dell’alimentazione: dai blog di ricette vegane a quelli che forniscono consigli alle mamme su come convincere i propri figli a mangiare alimenti sani, dalle risorse online che presentano alternative alimentari per chi ha intolleranze o allergie fino alle mille opzioni per sportivi di ogni genere, alle creazioni dolciarie artistiche più bizzarre e insolite.

     

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    Live streaming

    L’introduzione delle funzioni di live streaming sui principali social network ha rivoluzionato il modo di comunicare di molti brand, e quelli del comparto alimentare non fanno eccezione. Il video live, che ci permette di recuperare quello che in tv si chiamava “il bello della diretta”, è il contenuto digitale più popolare al mondo. Una recente ricerca fra gli utenti di diversi social ha rilevato che l’80% di coloro che guardano regolarmente video preferisce seguire il live streaming di un brand, piuttosto che leggere la pagina di un blog. Un modo estremamente intelligente di utilizzare il live streaming per promuovere prodotti alimentari lo ha trovato la catena Waitrose, che ha piazzato delle telecamere nelle fattorie che producono i latticini del brand. Guardare per ore una mucca che pascola potrà non sembrare particolarmente coinvolgente, ma l’iniziativa è stata un successo. Quello che Waitrose vuole comunicare agli utenti, attraverso un attento storytelling, è che i prodotti a base di latte venduti dalla catena sono sani e provengono solo da animali che sono cresciuti liberi e allevati in modo naturale, non in stabilimenti industriali. La possibilità di vedere dal vivo quello che succede nelle fattorie ha accresciuto la fiducia dei consumatori.

    Chatbot

    Dei chatbot abbiamo già parlato in diverse occasioni. Si tratta di piccoli esempi di intelligenza artificiale, fatti per automatizzare alcune interazioni con i clienti mantenendo una sensazione di autenticità.La tecnologia necessaria è ormai abbastanza avanzata da permettere di svilupparne di efficaci con relativa facilità e a costi contenuti e diversi brand del comparto alimentare hanno imparato a utilizzarli per coinvolgere efficacemente i clienti. A trarne i maggiori benefici sono i portali che offrono servizi, ma anche chi vende online. Interagendo con un chatbot è possibile richiedere consigli su ricette per occasioni particolari o su abbinamenti fra pietanze e vini. Addirittura il popolare brand americano Whole Foods ha lanciato sul mercato USA un chatbot che risponde alle emoji. Se si cerca una ricetta originale a base di pasta, per esempio, basta inviare un messaggio con l’emoji “spaghetti” per ricevere un consiglio in merito, con una serie di istruzioni dettagliate.