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Hai un target turistico? Aumenta le vendite con i beacon

I beacon non sono esattamente una tecnologia nuovissima – Apple li ha introdotti già nel 2013 – eppure il loro utilizzo in Italia sembra non avere ancora raggiunto il suo massimo potenziale. Il loro utilizzo sta senz’altro crescendo, supportato dai dati che ne dimostrano l’efficacia in termini di ROI, ma molti retailer sembrano ancora riluttanti ad adottarli. Per i pochi che non lo sapessero, i beacon sono dispositivi Bluetooth che comunicano con gli smartphone entro un certo raggio, a patto che questi abbiano installato il software necessario. I beacon hanno permesso lo sviluppo di quello che oggi conosciamo come “proximity marketing”. Naturalmente, come tutti gli strumenti, non sono una panacea che risolve di per sé tutti i problemi di un retailer, ma possono aumentare considerevolmente le vendite, a patto di essere usati nel modo giusto e di essere inseriti all’interno di una strategia di marketing coerente e ben strutturata. Oggi esamineremo insieme i vantaggi di questa tecnologia nel settore turistico.


    I vantaggi dei beacon, in generale

    I beacon risolvono un annoso problema del marketing: raggiungere il cliente nel momento in cui è interessato a effettuare un acquisto. Per loro stessa natura, i beacon inseriti all’interno di un negozio possono comunicare con il clientesolo in quel momento. Per poter essere raggiunto dal segnale, infatti, il cliente deve essere fisicamente presente a pochi metri dal prodotto e, quindi, è più probabile che sia già interessato a comprare. Ma se il cliente è già acquisito, obiettano alcuni retailer, a cosa serve il beacon? Non è uno spreco di risorse? Niente affatto. Il beacon serve a capitalizzare al meglio sulla visita del cliente, massimizzando non solo la possibilità che questo acquisti un articolo, ma che scelga di acquistarne anche più di uno, o che si orienti verso un prodotto di fascia superiore. Questo avviene perché il beacon comunica al dispositivo del cliente una serie di informazioni che potrebbero non essere immediatamente evidenti. Per esempio la presenza di articoli in offerta a poca distanza, oppure i possibili abbinamenti fra articoli diversi, ai quali il cliente può non aver pensato. Questo tipo di vendita iper-contestualizzata si è dimostrata efficace nell’aumentare gli utili, convincendo alcuni dei principali retailer americani (fra i quali i celebri Target e Macy’s) ad adottare questa tecnologia.

    Più shopping in vacanza

    Una ricerca americana del 2014 ha rivelato, fra le altre cose, che il 60% degli utenti che hanno sperimentato questa tecnologia sui propri smartphone si sente più propenso a fare acquisti in vacanza, se i negozi che visita utilizzano i beacon. Come spesso accade, infatti, l’introduzione di una nuova tecnologia rivela utilizzi non previsti da chi l’aveva progettata. Nei luoghi ad alta presenza di turisti, infatti, capita spesso che chi fa acquisti non parli correntemente la lingua del luogo e la barriera comunicativa può creare imbarazzi e incomprensioni, limitando le interazioni all’interno dei negozi e, di conseguenza, gli acquisti. La tecnologia legata ai beacon prevede l’installazione di un’app che, se lo sviluppatore lo ha previsto, può essere impostata in più lingue. Questo permette al cliente di leggere le informazioni che gli servono nella sua lingua, senza bisogno di interagire col personale di vendita (e di ricevere comunque le offerte correlate che sono alla base dell’implementazione dei beacon nel retail).

    Un’esperienza diversa del brand

    I negozi e le attività commerciali che si rivolgono in modo predominante a un mercato turistico dovrebbero sempre, di regola, collaborare fra loro. È infatti ampiamente dimostrato che le sinergie commerciali fra albergatori, ristoratori, negozianti e proprietari di strutture sportive o di intrattenimento producono ottimi risultati e forniscono ai clienti un servizio di qualità superiore. I beacon possono essere inseriti agevolmente all’intero di queste strategie. Per esempio, il cliente può ricevere informazioni utili sulle attività da svolgere nei dintorni, in modo personalizzato in base ai suoi acquisti. Un esempio semplicissimo è quello dello sport. Mettiamo il caso che un rivenditore di articoli sportivi, in una località balneare, installi beacon nelle diverse aree del negozio. Se un cliente sta esplorando la sezione dedicata all’equipaggiamento per il surf, le notifiche provenienti dal beacon potranno comunicargli non solo le eventuali offerte speciali sugli articoli correlati, ma anche gli eventi promossi da strutture partner. In questo caso potrebbe trattarsi della promozione di un evento o un concorso dedicato ai surfisti in uno stabilimento balneare della zona.

     

    Conclusioni

    Una strategia di marketing integrata, che introduca elementi di proximity marketing all’interno di un’ottica comunicativa più ampia, otterrà sempre risultati migliori rispetto alla semplice implementazione di una nuova tecnologia. In tempi di privacy e adblock, il marketing deve essere inteso come servizio al cliente e portare a quest’ultimo dei vantaggi oggettivi. Solo in questo modo sarà rilevante, apprezzato ed efficace.