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Così il proximity marketing può migliorare l’esperienza del turista

Per ogni generazione, c’è un vezzo del quale va di moda lamentarsi. L’oggetto delle principali lamentele dei nostri tempi potrebbe essere l’abitudine di molti di controllare spessissimo e compulsivamente lo smartphone, anche in situazioni sociali nelle quali ci si aspetterebbe un’interazione umana. Chi ha in antipatia quest’abitudine, a dire il vero, potrebbe non avere del tutto torto: in media controlliamo i nostri piccoli schermi portatili oltre 150 volte al giorno. Se c’è una categoria che non ha nulla da ridire in merito, sono i marketer, che hanno individuato in questa diffusa abitudine un’opportunità preziosa per raggiungere il proprio target con contenuti promozionali mirati. L’arrivo del proximity marketing ha reso questa possibilità ancora più ghiotta, ma ci sono settori che riescono a sfruttarla meglio di altri. I primi utilizzi di questa tecnica sono stati nel settore del retail, che però si scontra con un problema pratico: uno dei pochi momenti in cui non abbiamo il naso incollato allo schermo è proprio quando ci aggiriamo per gli scaffali di un negozio o di un centro commerciale. Chi invece può giovare di questa tecnologia con estrema facilità sono gli operatori del settore turistico, che incrociano i clienti in due momenti della vita nei quali questi ultimi sono particolarmente inclini e tormentare i propri smartphone: il relax e i tempi morti. Un viaggio in treno, una caffè al bar, una visita al museo o la ricerca di un indirizzo sulle mappe o di una recensione prima di scegliere un ristorante. Tutti questi attimi preziosi possono essere sfruttati con una buona strategia di proximity marketing.


Il contrario dello spam

Se temete che le informazioni così veicolate possano essere percepite dai clienti come “spam”, potete stare tranquilli: il proximity marketing ben gestito è l’opposto dello spam, poiché si concentra su contenuti davvero rilevanti. Facciamo l’esempio di un servizio di booking con un’applicazione propria. Il cliente che lo visita da desktop, prima di programmare un viaggio, dovrà scegliere la propria destinazione fra migliaia di possibilità e poi andare alla ricerca dei vari esercizi che possono essere di suo interesse, controllando sulle mappe che quel tale ristorante sia davvero vicino all’albergo, verificando che il museo che gli interessa abbia una promozione in corso proprio durante la sua vacanza e così via. Nel tentativo di accedere a queste informazioni, dovrà scremarne a migliaia che non gli sono di alcuna utilità. Se però il sito in questione ha una partnership con le strutture commerciali in loco, il cliente sa che, attivando le notifiche dell’app dal proprio smartphone, tutte queste informazioni gli verranno comunicate esattamente quando ne avrà bisogno. Appena arrivato in albergo, per esempio, potrà conoscere i ristoranti più popolari del quartiere, sapere quali musei o luoghi di interesse hanno una promozione in corso, conoscere gli orari di partenza dei mezzi di trasporto per le più popolari escursioni. Un cliente che abbia scaricato l’app per avere questo servizio, non potrà considerare come spam le notifiche che riceverà sul proprio dispositivo. Questo è un perfetto esempio di proximity marketing che avvantaggia gli operatori del settore, facendo contemporaneamente l’interesse del cliente.

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Proximity marketing in aerooporto

Di recente, l’aeroporto londinese di Gatwick si è dotato di 2000 beacon, per meglio comunicare con i propri passeggeri tramite i loro smartphone. Utilizzando apposite app, sarà possibile fornire ai passeggeri informazioni utili per orientarsi all’interno dell’aeroporto, aiutandoli a raggiungere il gate in tempo e notificando eventuali cambi di programma in tempo reale e in modo chiaro e tempestivo. Il progetto utilizza anche una futuristica integrazione con una piattaforma di realtà aumentata, che permette agli utenti di visualizzare, aprendo la fotocamera dello smartphone, i percorsi necessari per raggiungere i punti di interesse all’interno del terminal. Questa tecnologia risolve, fra l’altro, il problema della navigazione interna agli aeroporti, dal momento che i sistemi satellitari sui quali si basa il GPS non possono essere usati al loro interno. Naturalmente a beneficiare dei beacon in aeroporto sono anche tutti gli esercizi commerciali che si trovano all’interno dei terminal, che possono far arrivare ai clienti informazioni utili sul tipo di prodotti che normalmente si acquistano in aeroporto o sulle offerte di bar e ristoranti.

Non solo commercio

Se pensate che i beacon possano servire solo ad aumentare il giro di affari delle attività commerciali, vi sbagliate. Di recente questa tecnologia è stata impiegata anche per facilitare l’esplorazione di un parco naturale dello Yorkshire. Grazie a beacon strategicamente posizionati, i visitatori possono giungere con estrema facilità nei vari punti di interesse del parco (per esempio rifugi e punti di primo soccorso), ma anche ricevere informazioni utili sule specie di piante e animali che si trovano lungo i vari percorsi. Alcune città si stanno dotando di beacon per agevolare i turisti che volessero esplorarle a piedi, fornendo indicazioni stradali in tempo reale, navigazione verso destinazioni specifiche, accesso ai servizi e informazioni storiche e architettoniche.


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