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A caccia di Billy the Kid: così il New Mexico ha rilanciato il turismo

Il turismo è una delle industrie portanti dell’economia italiana, in continuo sviluppo e costante evoluzione, man mano che si scoprono modi nuovi di vivere i luoghi di vacanza, le città, i borghi, i tesori naturali e quelli artistici. L’industria turistica ha contribuito in modo determinante a dare forma a quella che oggi si percepisce come l’identità nazionale italiana, attraendo capitali, generando introiti e benessere, e facendo fiorire una varietà di imprese in ogni regione e città. Negli ultimi anni, l’industria turistica italiana ha anche visto un incremento di ingressi dal continente europeo: il nostro paese ha infatti sostituito nei viaggi dei nostri “vicini” altre mete più esotiche, ma considerate meno sicure, soprattutto in Asia, Nord Africa e Medio Oriente. Questo è dunque il momento giusto per lanciare o espandere imprese in questo settore, a patto di avere una obiettivi chiari. Moltissime aziende del settore hanno scelto tecniche promozionali non tradizionali per far crescere il proprio business e il marketing esperienziale è fra le più popolari in assoluto. Dinamico, creativo, spesso meno costoso di altre tecniche, ma molto più efficace: questo tipo di marketing ha conquistato gli operatori del settore a tutti i livelli. Per garantire il successo di un brand all’interno di un’industria così vivace, naturalmente, è necessario costruire una reputazione solida e un’identità ben definita, ma anche una strategia di marketing ben articolata.


    Targettizzare con precisione

    Quando ci si accosta a un mercato complesso come quello del turismo, è essenziale costruire la propria comunicazione con in mente un’idea il più possibile realistica del proprio target. Soprattutto quando si parla di marketing esperienziale, la personalizzazione dell’offerta è estremamente importante. A chi ci stiamo rivolgendo? Quali caratteristiche ha il destinatario di una specifica comunicazione? È giovane, adulto, anziano? Ha figli? Ama lo sport e stare all’aria aperta o è un nerd e un intellettuale? Quali attrazioni visiterà? Preferisce spostarsi in taxi o noleggiare un’auto elettrica? Si sposta in gruppo, da solo o con la famiglia? Unisce lavoro e divertimento o separa rigorosamente le due cose, quando viaggia? Le risposte a queste domande possono e devono dare forma a strategie comunicative di volta in volta diverse, che potranno includere molti elementi, dai pacchetti personalizzati alle partnership strategiche.

    Creare esperienze personalizzate

    La proliferazione di blog di viaggio, influencer e video “inspirational” che parlano delle meravigliose esperienze nomadiche dei millennial (e di chiunque si possa permettere di non tornare mai a casa e comunque guadagnarsi da vivere) hanno creato aspettative enormi su quello che un viaggio dovrebbe essere. Proprio per questo, la maggior parte della comunicazione dei brand di settore è ormai incentrata sullo storytelling, in particolare sui contenuti generati dagli utenti (UGC), che siano di qualità, ma anche e soprattutto autentici. E se il pubblico si aspetta esperienze uniche e particolari dal servizio che acquista, è naturale che anche il marketing abbia lo stesso oggetto: la creazione di esperienze.

    Cacce al tesoro, multimedialità e avventure nel selvaggio west

    Uno degli strumenti di marketing più usati di sempre è il classico concorso che metta in palio il prodotto o servizio che si vuole vendere. Questa tecnica, tuttavia, mostra i suoi limiti nel momento in cui la vittoria del premio è basata su un’estrazione a sorte o un coupon. Al cliente, in questo caso, non viene richiesto nessun impegno né offerta nessuna emozione: deve limitarsi a ottenere il coupon e poi dimenticarsene fino al momento dell’estrazione. E anche in quel caso il risultato è scarso: tutti i partecipanti tranne il vincitore non faranno altro che buttare via il coupon e dimenticarsi del brand. Mettere in palio un premio (per esempio un viaggio o anche una ricompensa in denaro) per un gioco coinvolgente e complesso ha tutto un altro effetto sulla brand awareness. L’ente del turismo per il New Mexico, per esempio, ha creato una caccia al tesoro a tema western per i residenti. Lo scopo era “catturare Billy The Kid”, grazie a una serie di indizi che venivano rivelati nel corso di diversi mesi. Questa scelta non solo ha stimolato il turismo interno, ma ha anche generato un contenuto virale che ha portato lo stato del sud – famoso prevalentemente come set di Breaking Bad – all’attenzione dei turisti del resto del paese e anche di quelli internazionali. Il marketing esperienziale nell’ambito del turismo sta anche sperimentando con le nuove tecnologie, soprattutto con la realtà aumentata e virtuale, che permette di creare stazioni pop-up dove i potenziali clienti possano sperimentare paesaggi e spazi di luoghi lontani, magari con l’aiuto di musica, suoni e profumi.

    Conclusioni: promuovere l’esperienza del turismo

    Creare esperienze per vendere esperienze è il sogno di qualsiasi marketer, ma bisogna essere sempre consapevoli che non tutti vivono il piacere del viaggio allo stesso modo. Per ottenere i migliori risultati, è essenziale focalizzarsi sul percorso che ogni cliente compie, per arrivare a incontrare il brand.