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Prodotti finanziari: stupire con il guerrilla marketing

Come abbiamo già detto diverse volte, uno degli aspetti più delicati del marketing nel settore finanziario sono le linee guida estremamente rigide su ciò che i messaggi possono contenere. Il linguaggio della promozione spesso fa appello a concetti molto ampi, che si prestano a interpretazioni diverse, per andare a toccare le corde dell’emotività e dell’immaginazione: ebbene, fare tutto questo con i prodotti finanziari può risultare particolarmente difficile. Le informazioni devono essere inequivocabili, i messaggi chiari e mai ambigui. E, nonostante questo, il nostro dovere di marketer è andare a toccare ugualmente proprio quelle corde legate all’emotività e all’immaginazione, per stimolare una reazione profonda al nostro messaggio. Come è possibile ottenere questi risultati? Il guerrilla marketing ci viene in aiuto con una serie di ottime possibilità.


    Guerrilla marketing: da dove cominciare

    Lo scopo del guerrilla marketing, nel settore finanziario come in qualsiasi altro settore, è coinvolgere specifiche fasce di pubblico in modo efficace, permettendo ai contenuti di diventare virali nei contesti che ci interessa raggiungere. Questo vuol dire che, per ottenere risultati apprezzabili, è indispensabile segmentare il proprio target in sotto-gruppi ai quali dedicare diverse mini-campagne. Quali sono gli strumenti e gli alleati che il marketer ha a disposizione, per produrre contenuti virali nell’ambito del settore finanziario? Sicuramente i social media sono piattaforme privilegiate, ma è anche importante coinvolgere influencer rispettati nella propria industria, come blogger finanziari che abbiano una reputazione solida e un buon seguito. Scegliere un influencer, inoltre, è anche un passo importante nella segmentazione del target alla quale si accennava sopra, dal momento che questo tipo di collaborazioni permettono al prodotto di venire presentato a un pubblico che è stato già profilato con attenzione da qualcun altro. Per questo motivo è essenziale che l’influencer che si sceglie sia allineato con i valori del brand e che si rivolga a un target rilevante.

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    WePay: una storia di successo

    Uno degli esempi di guerrilla marketing finanziario di maggior successo, che ancora oggi viene ricordato sia dal pubblico che dagli esperti del settore, risale al 2010, quando il servizio di pagamenti online WePay decise di ricordare al mondo perché il guerrilla marketing si chiama così e di utilizzare un evento del proprio principale concorrente Paypal per promuovere il proprio servizio. Uno dei principali problemi dei clienti di Paypal all’epoca era il rischio di vedersi “congelato” l’account, spesso senza un motivo apparente. Per questo motivo, WePay ha fatto recapitare, durante un evento ufficiale di Paypal a San Francisco, un gigantesco blocco di ghiaccio contenente banconote, ma anche un messaggio che invitava i clienti a utilizzare un servizio promosso da WePay per “scongelare” il proprio denaro. Il traffico sul sito promosso e anche le sottoscrizioni aumentarono di oltre il 200% nella settimana immediatamente successiva all’evento. Uno degli aspetti più brillanti di questa particolare idea consiste nel fatto che tutta la promozione, ovvero il lavoro di raccolta del pubblico, era stata fatta dal concorrente Paypal. Il costo dell’intera operazione per WePay è stato relativamente contenuto, il risultato invece ha superato ogni aspettativa.

    L’importanza del targeting: First Bank e le aziende

    Non è sempre necessario, tuttavia, fare grandi gesti plateali come quello di WePay: a volte basta rivolgere a un segmento preciso del proprio pubblico una piccola attenzione, per dimostrare di apprezzarne la presenza. First Bank ha fatto esattamente questo con la propria clientela aziendale, nello specifico con le piccole e medie aziende, alle quali ha voluto offrire gratuitamente un servizio di cui ogni azienda ha bisogno: la pubblicità. La banca ha collocato una serie di grandi totem in punti ad alto traffico pedonale, in diverse città degli Stati Uniti, e su ognuno ha piazzato decine di banner che promuovevano creativamente le piccole aziende che avevano un conto First Bank.

    Conclusioni

    Il guerrilla marketing può portare grandissimi risultati con poca spesa, a patto di adottare un approccio creativo. E se le norme che regolano le informazioni che si possono dare sui servizi sono particolarmente rigide, si può arrivare a toccare le corde giuste spostando l’attenzione sui clienti.