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Ecco come la realtà virtuale sta cambiando il marketing turistico

Di realtà virtuale si parla da molti anni, ma le applicazioni pratiche di questa tecnologia sono ancora per lo più tentativi ed esperimenti. Questa tecnologia, tuttavia, non ha ancora preso il sopravvento rispetto ai media tradizionali in nessun settore. Negli ultimi anni, però, la realtà virtuale sta emergendo come trend interessante nel marketing digitale del settore turistico. Addirittura, c’è già chi è pronto a scommettere che il futuro dell’intera industria sarà caratterizzato da caschi e visori. In effetti appare evidente anche ai non addetti ai lavori che la realtà virtuale abbia caratteristiche che si adattano particolarmente bene al marketing del turismo. Gli operatori del settore hanno accolto con entusiasmo la possibilità di offrire al potenziale cliente una realtà immersiva, che permetta di sperimentare una destinazione lontana non solo in forma di foto e video, ma a 360°.


    Realtà virtuale: un’esperienza che tutti vogliono vivere

    Sebbene le ricerche sull’argomento siano ancora in una fase poco più che embrionale, sembra che le reazioni emotive positive a contenuti promozionali basati sulla realtà virtuale siano superiori a quelle riscontrate per il marketing tradizionale, anche se non ci sono ancora dati significativi su come il loro uso abbia influenzato le decisioni di acquisto. In qualche caso sembra che alcuni dei soggetti intervistati a seguito di questo tipo di promozioni sperimentali tendano a considerare il viaggio virtuale non come la pubblicità di un’esperienza che si può acquistare, ma come l’esperienza vera e propria. In sostanza, fruire di questi contenuti di marketing potrebbe essere talmente piacevole da spingere i clienti a pagare per la promozione, invece che per il prodotto. Gli indicatori, fino a questo momento, puntano tutti nella stessa direzione: è il momento giusto per sperimentare con l’utilizzo della realtà virtuale nel marketing per il turismo.
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    Marketing e video 360°

    L’idea che un video possa essere immersivo non è nuova e gli utenti sono abituati all’idea di esplorare la realtà a 360° anche senza un visore per la realtà virtuale. Basta pensare ai video 360° di Facebook e Youtube, o alla funzione “panorama” degli smartphone. Questo tipo di contenuti solitamente generano più engagement rispetto ai classici supporti visivi e i marketer hanno iniziato a constatarne i benefici già sulle piattaforme tradizionali. È quindi naturale che, man mano che le tecnologie diventano progressivamente più accessibili, il marketing del turismo cominci a considerare la produzione di contenuti pensati per essere fruiti in realtà virtuale. Le applicazioni sono molteplici: si va dalle esperienze completamente immersive, da fruire in agenzia o in occasione di eventi marketing, a quelle meno “rivoluzionarie”, ma più facili da realizzare, che possono essere visualizzate anche sullo smartphone.

    Storytelling virtuale

    Ogni volta che una nuova tecnologia viene resa disponibile, c’è quella fase di tentativi un po’ goffi, nei quali si cerca di utilizzare quella tecnologia per fare cose che si facevano già con quelle pre-esistenti, più o meno nello stesso modo, ma inserendo nuove funzionalità in modo poco accorto. Per capire di cosa stiamo parlando basta pensare ai video musicali degli anni ’80 e ’90, quando gli effetti visivi e la correzione colore erano appena stati resi disponibili a prezzi relativamente abbordabili. Improvvisamente qualsiasi band o musicista aveva riprese virate in colori sgargianti, immagini che si replicavano migliaia di volte, transizioni ardite e cornici improbabili. Con la realtà virtuale, soprattutto in ambito turistico, si sta verificando qualcosa di simile: ci sono i mezzi per raccontare storie in un modo completamente nuovo, ma mancano le storie. La realtà virtuale non è l’estensione di un blog di viaggio o di una galleria di Instagram, ma una piattaforma completamente nuova e diversa, per la quale occorre costruire contenuti appositi, che non solo ne sfruttino le possibilità tecniche, ma che permettano di raccontare le destinazioni e le esperienze di viaggio in modo completamente nuovo.

    Non trascurare l’interattività

    La realtà virtuale non è solo un’alternativa esotica allo schermo. Certo, ci permette di esplorare spazi tridimensionali muovendo il nostro corpo e quindi con una percezione della complessità molto diversa da quella di un normale video, ma c’è di più. Questa tecnologia si muove verso una sempre maggiore interattività, per permettere a chi esplora un mondo virtuale di modificarlo con le proprie azioni. Non a caso, alcune delle sperimentazioni più interessanti del settore sono avvenute nell’ambito dei videogiochi. Anche nel settore del turismo è consigliabile esplorare le possibilità della gamification, permettendo ai clienti di interagire con gli scenari che gli vengono proposti.

    Event marketing, realtà virtuale, marketing digitale: una combinazione vincente

    Lo scopo del marketing, di qualsiasi genere, è generare meraviglia ed entusiasmo nel cliente. Si punta a creare una connessione emotiva che possa influenzare le decisioni d’acquisto. Per questo motivo i risultati migliori in termini di engagement si possono ottenere con un approccio integrato. Occorre combinare eventi promozionali particolari (come fiere, trade show o partecipazioni a manifestazioni pubbliche) con esperienze di realtà virtuale pensate come veri e propri video games, con in palio esperienze di viaggio reali. In questo modo sarà possibile raggiungere con i dispositivi di RV anche utenti che normalmente non hanno accesso a questa tecnologia, offrire loro un’esperienza coinvolgente e interattiva e al tempo stesso promuovere la destinazione che si mette in palio.