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Covid. Dating app, Il romanticismo e il marketing!

 

Che cosa sta accadendo al mondo delle  dating app ai tempi del Coronavirus. Tinder, OkCupid, Bumble, Grindr e tutte le altre?

Anche se, alla luce dei tanti e seri problemi che questa pandemia ha creato, può sembrare sciocco parlarne: innamorarsi, frequentarsi o “trovare l’amore” è diventato molto più difficile.

Se non si possono neppure abbracciare zii e cugini, come si può sperare di vivere una serata romantica con una persona appena conosciuta? Cena e cinema? Netflix and chill? Tutti questi cliché sembrano ormai impossibili da replicare.

 

Il romanticismo non è morto

Se di romanticismo si può parlare, ovviamente.

L’ utilizzo di queste app sembrava sul punto di crollare, ora siamo sorpresi dagli ultimi dati raccolti dai grandi brand del settore. All’inizio, si è registrata una flessione negli investimenti pubblicitari – non solo in questo, ma in tutti i settori – ma queste app hanno però saputo gestire in modo intelligente la crisi, proponendosi come il veicolo di ciò che i single in isolamento desiderano più di ogni altra cosa: il contatto umano.

Improvvisamente, infatti, le piattaforme di dating online non sono più solo uno strumento da utilizzare come trampolino di lancio di una possibile frequentazione di persona, ma divengono il territorio sul quale si svolge l’intera relazione. Ai messaggi brevi, scritti solo per concordare un luogo e un orario di incontro, si sostituiscono vere e proprie “lettere” lunghe e articolate, che creano una comunicazione più profonda. Insomma, visto che non ci si può più incontrare “al buio”, si finisce per conoscersi davvero. E, nel momento in cui gli altri brand hanno notato questo trend, ovviamente anche gli investimenti pubblicitari sono tornati a salire.

 

 

Non è l’attesa del piacere essa stessa uno spazio pubblicitario?

Ok, la citazione era leggermente diversa, ma da quando il distanziamento sociale ci ha costretti a vivere molto più di parole che di gesti, è proprio sul terreno di questa prolungata attesa che si creano gli spazi più ambiti dagli inserzionisti. I brand che gestiscono le app lo sanno bene, quindi si adattano per diventare servizi indispensabili durante questo periodo di incertezza e preoccupazione.

Tinder, per esempio, ha annunciato a maggio di voler inserire una funzione di live video nella propria piattaforma. Bumble aveva già implementato una funziona simile in tempi non sospetti. D’altra parte chiunque abbia mai utilizzato una di queste app sa che, proprio come avviene per lo shopping, è assai più facile dedicarcisi quando si è annoiati e non si ha nulla da fare. E se c’è una cosa che non manca quando si è in lockdown e i ristoranti sono chiusi è proprio la noia…

 

I numeri che piacciono agli inserzionisti

Mentre i giornali perdono inserzionisti alla velocità della luce, queste app possono mettere sul tavolo delle trattative un tempo di utilizzo in rapida ascesa. E quando lo screen-time aumenta in ragione del 20-30%, specialmente se si ha accesso a un pubblico profilato in modo eccellente, gli inserzionisti sanno che potranno contare su un ROI molto più alto. Fra i settori dell’economia che hanno conosciuto una significativa crescita in questo periodo, insomma, non ci sono solo le consegne su Amazon, i servizi di streaming video e la produzione di farine e lieviti, ma anche l’industria rampante del dating.

 

 


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