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NON PIU’ MULTI-CHANNEL. IL FUTURO SARA’ EVERYWHERE CHANNEL

Mai come in questo periodo stiamo comprendendo il senso del termine “Multi-channel marketing”. In un momento in cui molte delle nostre attività sono ferme, ci ritroviamo a fare il conto di quelle che sono ancora praticabili.

Perché in un momento in cui tutto sembra fermo, noi sappiamo che in realtà non lo è. Esiste ancora una forma, anche molto complessa, di economia che continua e che si avvale di forme di marketing che si adattano alle circostanze. Esistono brand che vendono online, aziende di servizi che offrono consulenze o assistenza a distanza, app che addirittura conoscono una crescita nelle vendite e piattaforme che fanno faville sul mercato azionario, come Netflix, Peloton e Amazon.

In un momento in cui il marketing deve ristrutturarsi per un’esistenza confinata negli appartamenti privati, il marketing deve ristrutturare le proprie strategie.

👁‍🗨 Quali sono i canali sui quali ha senso promuoversi, in questo periodo? (clicca e scopri cosa stiamo offrendo per solidarietà digitale!) 

 

La crisi attuale ha accelerato il precipitare della carta stampata fra i canali di comunicazione promozionale, ma ha riportato in alto la televisione e la radio, che stavano perdendo terreno rispetto alle piattaforme social. Il panorama dei network online, intanto, si diversifica, proprio perché tutti esplorano le diverse possibilità con più attenzione, anche solo per noia e perché hanno molto più tempo da dedicare a questi mezzi. Accanto agli onnipresenti Twitter, Facebook, LinkedIn, Youtube e Instagram compaiono piattaforme più recenti come TikTok e Medium (quest’ultima non di recente invenzione, ma recentemente più frequentata dai marketer). Inoltre stiamo assistendo a una vera e propria esplosione delle app di messaggistica, soprattutto di Telegram, che, grazie all’esistenza dei canali, si presta a una comunicazione di tipo “broadcast”, molto più di quanto non sia possibile con Whatsapp.

 

 

Come selezionare i canali da includere nella propria strategia?

 

Questo è il momento di fare moltissima attenzione al proprio target. Non si tratta solo di conoscere le demografiche e abbinarle ai giusti social (gli over 30 su Facebook, gli under 25 su TikTok, gli appassionati di moda su Instagram e Pinterest e così via), ma anche di capire se e come le loro abitudini di consumo siano cambiate in questo periodo. Per esempio, moltissimi lettori di quotidiani hanno iniziato a informarsi sulle piattaforme online, e moltissimi giornali online hanno guadagnato intere fasce di nuovi lettori grazie a una copertura particolarmente efficace degli aggiornamenti correnti.

 

acquisizione di una nuova competenza

Ci sono blogger la cui fanbase è cresciuta in modo considerevole e non si tratta solo di coloro che coprono argomenti vicini al Coronavirus: in questo periodo si registra una crescita esponenziale nelle visualizzazioni di blog e vlog contenenti tutorial sui più disparati argomenti, dal giardinaggio al fai da te, dalla cucina all’uncinetto. Per non parlare di tutti i siti che offrono formazione, sia gratuita che a pagamento: moltissimi sono infatti i professionisti che hanno scelto questo momento per investire nell’acquisizione di una nuova competenza, che si tratti di una lingua straniera o di un linguaggio di programmazione. Una buona idea per ristrutturare la propria strategia di multi-channel marketing può essere quella di rivolgersi direttamente ai propri clienti più affezionati, tramite la newsletter o il social di riferimento, per chiedere loro quali necessità siano emerse durante questa crisi. La domanda può essere semplice: “cosa possiamo fare per te”? Può bastare un piccolo sondaggio online per capire come gli stili di vita stiano cambiando e come agire di conseguenza.

 

 

Una volta tracciata una panoramica dei canali che ci interessa iniziare a esplorare, occorre fermarsi un attimo. Per quanto poco intuitivo, questo passaggio è importante. Non si può approcciare un canale di marketing nuovo limitandosi a trasporre i contenuti creati per un canale diverso. È indispensabile prendersi un po’ di tempo per imparare a comunicare in questi ambienti. Studiare, immergersi nelle interazioni, capire quali siano i linguaggi degli utenti, in quali gruppi questi si suddividano, cosa li motivi e quali comportamenti non siano accettati. Ogni social e ogni piattaforma ha la sua “netiquette”. Entrare a gamba tesa con il proprio messaggio non serve a nulla: occorre adattarlo a ogni singolo contesto.

 

Qualsiasi cosa accada, questa crisi cambierà per sempre il nostro modo di comunicare.

Non necessariamente perché le restrizioni debbano permanere in qualche forma, ma perché l’esperienza ci avrà insegnato che le nostre libertà e abitudini non sono scolpite nella pietra e che può capitare, da un momento all’altro, di doversi adattare a grande velocità a una situazione estremamente diversa. Possiamo sperare che questo ci renda più consapevoli e attenti, ma soprattutto, da marketer, dobbiamo fare in modo che la crisi che stiamo vivendo ci aiuti a collocare l’importanza del nostro lavoro nell’equilibrio della società.


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