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La maggior parte di noi sono cresciuti in un mondo in cui brand e negozi si dividevano in due categorie: quelli che potevano permettersi di fare pubblicità in televisione e sui principali giornali e quelli che non potevano permetterselo. Questa distinzione era molto netta e la differenza di valore e reputazione nelle due categorie era ovvia. La globalizzazione e il cambiamento dei consumi culturali, con l’avvento dei media digitali, hanno cambiato questo scenario in modo permanente. Oggi la capacità di raggiungere il pubblico sui canali online è fondamentale per piccoli e grandi brand e può fare la differenza nel successo o nel declino dei retailer tradizionali. Questa è un’ottima notizia per le piccole e medie imprese del settore, che si trovano a poter livellare lo squilibrio rispetto alla concorrenza. A questo punto la vera domanda è: come si effettua il “salto” dal digitale all’esperienza instore? In questo può aiutarci una buona strategia di digital marketing.

La crescita è un tema scottante, per moltissimi brand. Tutti hanno bisogno di espandere il proprio business, tutti sono alla ricerca di strategie che permettano di ottenere grandi risultati con budget contenuti, tutti hanno fretta. Certo, le scorciatoie che sembrano troppo facili sono sempre da guardare con diffidenza, ma ci sono alcuni elementi che, se inseriti correttamente in una strategia di crescita, possono davvero fare la differenza fra un percorso lento e accidentato e una clamorosa accelerata alla conquista del mercato. Quando parliamo di crescita, ovviamente, parliamo tanto di campagne di marketing quanto di strategie a lungo termine. L’obiettivo è sempre lo stesso: attrarre e mantenere l’attenzione del pubblico, distinguendosi dalla concorrenza. Ogni brand, naturalmente, fa storia a sé, ma ci sono alcuni consigli che ci sentiamo di condividere con tutti.

È fondamentale che le startup B2B e le piccole aziende crescano senza spendere molti soldi e il Growth Hacking può aiutarti a fare esattamente questo. Puoi ottenere preziose informazioni sul tuo pubblico e sui loro modelli di acquisto combinando strumenti che ti aiutano a misurare l'efficacia della tua strategia di marketing digitale. L'hacking della crescita comprende diverse tattiche per migliorare il tuo traffico e la visibilità online. Oltre a implementare strumenti per misurare il tuo successo, potrai:

  • Ottenere feedback dagli utenti e apportare migliorie.
  • Utilizzare testimonianze e mettere in atto altre tecniche di ottimizzazione del tasso di conversione.
  • Creare contenuti pertinenti e condivisibili.
  • Usare il tuo database di email come un funnel per campagne di nurturing.
  • Retarget ogni pagina e post.

l’industria farmaceutica sta gradualmente aprendosi al marketing digitale, comprendendone i vantaggi e imparando a dominarne gli strumenti. D’altra parte il futuro è digitale in tutti i settori e le nuove tecnologie, soprattutto tramite le piattaforme online, hanno completamente rivoluzionato il nostro modo di comunicare sia privatamente che pubblicamente. Le interazioni fra brand e pubblico e fra brand e singoli consumatori, per esempio, sono state interamente rivoluzionate dall’avvento delle tecnologie digitali. Nell'industria farmaceutica, questo ha portato a una personalizzazione del servizio a livelli che fino a questo momento non erano mai stati possibili. Ecco alcuni accorgimenti che permettono di ottimizzare le strategie di marketing digitale dei prodotti farmaceutici e sanitari.

  L’evoluzione tecnologica e comunicativa degli ultimi anni ha completamente stravolto il mondo del marketing. Le distinzioni che un tempo potevano sussistere fra piattaforme “ufficiali” o “istituzionali” e canali “giovani” o percepiti come aleatori non esiste più. Non solo le piattaforme digitali hanno oggi la stessa credibilità della carta stampata o della televisione, dal punto di vista del marketing, ma addirittura offrono risultati migliori in termini di ROI e visibilità. Ne consegue che anche quei settori che tendono a preferire la tradizione all’innovazione, come ad esempio il settore assicurativo, trovano maggior convenienza nel marketing digitale che in qualsiasi altra forma di marketing. Uno degli aspetti più importanti di questo genere di promozione, per le compagnie di assicurazioni, è la possibilità di interagire attivamente e continuamente con i clienti, offrendo loro assistenza in caso di necessità e consulenza sui prodotti. Utilizzare correttamente gli strumenti digitali a disposizione dei marketer può aiutare a distinguersi dalla concorrenza.

Il settore finanziario ha un problema che non si presenta quasi in nessun altro settore commerciale: la disparità di competenza fra chi vende un servizio e chi lo acquista. In pochissimi ambiti capita che chi ha bisogno di usufruire di un servizio abbia così pochi strumenti per valutarne la qualità. Nella maggior parte dei casi si acquistano beni e servizi di cui si comprende più o meno bene il funzionamento (un abito, un viaggio, un elettrodomestico) e gli acquisti più “specializzati” sono riservati a un pubblico di nicchia e competente (strumenti musicali, imbarcazioni, apparecchiature industriali). Quando si tratta di servizi finanziari, tuttavia, ad averne bisogno è spesso il pubblico generale, che non è in grado di comprenderne il funzionamento. A venderli, invece, è una classe altamente specializzata, che raramente riesce a comunicarli correttamente. Questa disparità ha generato forti richiami alla trasparenza e alla semplificazione dei messaggi. Chi si occupa di marketing del settore finanziario, quindi, si trova a dover comunicare con un pubblico desideroso di ricevere informazioni e di comprendere il prodotto, ma che non sempre riesce ad accedere alle giuste fonti. In questa situazione, è essenziale pensare in modo creativo, per ideare strategie di marketing efficaci che sappiano rompere il ciclo di incomunicabilità fra le due parti.

Il mercato farmaceutico non è mai stato così competitivo. Non solo i farmaci generici si contendono il primato degli acquisti con quelli dei più noti marchi, ma moltissimi presidi non strettamente medicinali – quelli che si vendono anche nella parafarmacie, per intenderci – si sovrappongono all’interno della stessa categoria. Questi prodotti espandono la propria promozione scoprendo social network, guerrilla marketing e altre tecniche che finora si sono associate assai poco al settore dei farmaci. Nel clima attuale si dà sempre maggiore importanza all’accesso a servizi e farmaci da parte di tutta la popolazione. e si pone spesso l’accento sul livello di stress a cui è sottoposto il servizio sanitario nazionale. Per questo è sempre più frequente che, per i piccoli problemi di tutti i giorni, ci si rivolga alla farmacia anziché al proprio medico. Per i brand, questo è un periodo di grandi incertezze, ma anche di opportunità. Nello specifico, si ha l’opportunità di stringere con il pubblico un rapporto diretto di fiducia, che può essere vitale per la sopravvivenza di un marchio o di un prodotto.

Il settore assicurativo è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Anche in Italia, dove il mercato è sempre stato meno propizio che altrove al proliferare delle polizze non obbligatorie, l’offerta si sta diversificando e sta trovando ottime risposte nel pubblico di tutte le età. Una delle sfide più complesse che gli operatori di questo settore si trovano ad affrontare è quella della fidelizzazione. Per i clienti, infatti, è perfettamente naturale esplorare continuamente nuove opzioni alla ricerca di formule più convenienti o più adatte alle proprie esigenze. Difficilmente si forma con una compagnia di assicurazioni lo stesso tipo di legame emotivo che si crea con altri brand. Inoltre la maggior parte dei clienti si dicono scontenti del livello di assistenza che ricevono quando provano a contattare la propria compagnia assicurativa. Appare evidente come il marketing del settore assicurativo debba evolversi, e così l’intera filosofia aziendale che vi è collegata, per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più spesso giovane, dinamico e abituato a negoziare alla pari il proprio rapporto con i brand. Per ottenere questi risultati, è necessaria una strategia di digital marketing molto ben strutturata.

Chiedete a qualsiasi account: c’è un’emozione speciale nel momento in cui si chiude un nuovo contratto e si acquisisce un nuovo cliente. In ambito B2B, questa parte del lavoro è particolarmente soddisfacente, poiché arriva al culmine di un processo di negoziazione che spesso implica un’interazione personale lunga e articolata. Esiste tuttavia un altro aspetto dell’interazione col cliente che non bisogna dimenticare e che può fare la differenza fra un’attività proficua e sostenibile e una destinata a declinare dopo una breve fiammata iniziale. Stiamo parlando della fidelizzazione. Concentrarsi esclusivamente sull’acquisizione di nuovi clienti rischia di far perdere di vista il livello di servizio che si dovrebbe garantire a quelli già esistenti. Questo comporta il rischio di perderli, vanificando tutto il lavoro dell’account a cui si accennava sopra. Ecco alcuni accorgimenti da mettere in atto per far sì che ai vostri clienti non venga voglia di guardarsi intorno appena chiuso il contratto.

In una giornata di navigazione media, sia sui social che altrove, è facile imbattersi in decine, se non centinaia di ad promossi da brand di moda. Più difficile, a fine giornata, ricordarsi di anche uno solo di questi. Certo, in parte ciò che ci viene mostrato dipende molto dalle nostre impostazioni di navigazione personali, ma chi lavora in questo ambito non può fare a meno di notare come il digital marketing dedicato alla moda si muova in uno spazio saturo, che rende indispensabile una personalità decisa, per farsi notare. Come emergere nel coro sconfinato di voci simili, con una campagna digitale che attiri l’attenzione, che sia memorabile, efficace e anche tracciabile, così da poterne constatare l’efficacia? In questo post esamineremo alcune soluzioni efficaci, particolarmente adatte a chi ha un e-commerce di moda e abbigliamento.

Il cibo ha smesso di essere un’esperienza analogica. Questa può sembrare un’osservazione azzardata, ma basta soffermarsi a riflettere un momento sulle nostre abitudini riguardo alla cucina e all’alimentazione per accorgersi della sua veridicità. I libri di ricette raccolgono polvere sugli scaffali, mentre cerchiamo ispirazione su siti, blog e social ogni volta che dobbiamo preparare una pietanza. Sempre più giovani imparano a cucinare e ad apprezzare il cibo non in casa e in famiglia, grazie al food marketing che fa apparire molteplici campagne su piattaforme digitali  Ne consegue che chi opera professionalmente in questo settore debba promuovere i propri prodotti e servizi soprattutto sui media digitali. I brand del settore alimentare lo sanno e si sono lanciati all’assalto del marketing digitale, esplorando le molte possibilità delle nuove tecnologie, dai chatbot all’intelligenza artificiale, dalla realtà virtuale all’universo social. Lo scopo, come sempre, è sfruttare la targettizzazione estremamente precisa offerta da questi mezzi, allo scopo di raggiungere ogni consumatore con contenuti altamente personalizzati, rilevanti, coinvolgenti e “appetibili”. Quali sono i contenuti digitali più efficaci in questo settore? Ecco alcune tendenze da tenere d’occhio.

Digital marketing: la specialità che tutti dichiarano di saper gestire, ma che pochissimi sembrano dominare davvero. Questo vale tanto per le piccole aziende quanto per le grandi corporazioni, che spesso sembrano sottovalutare l’importanza della promozione digitale, lasciando passare clamorosi “scivoloni” comunicativi o semplicemente non curando la reputazione digitale del proprio brand. Fra i settori che più hanno tardato ad adottare strategie di digital marketing efficaci e al passo coi tempi c’è indubbiamente quello finanziario. Forse per una tendenza generalmente ostile alla sperimentazione, forse per le rigide norme che ne regolano la comunicazione, i grandi brand della finanza hanno esitato un po’ più a lungo della media, prima di aggiornarsi. Per fortuna, la maggior parte degli operatori del settore si stanno rapidamente aggiornando.

Le decisioni d’acquisto in materia di farmaci e presidi sanitari sono influenzate da tantissimi fattori: ambiente e cultura di base, consigli del medico, consigli di parenti e amici, informazioni ottenute da altre fonti (come forum e social network) e, naturalmente la promozione dei brand del settore. Informazione, disinformazione e opinioni personali si confondono in un coro di voci spesso contrastanti, che finiscono per confondere il consumatore e creare un generale senso di diffidenza verso l’intera industria farmaceutica. Come può un brand di questo settore riuscire a comunicare il proprio messaggio e farsi notare in un contesto così confuso e rumoroso? Si rende necessario uno sforzo creativo in più per campagne di marketing insolite e non convenzionali.